La notizia della scomparsa dell’Onorevole Carratelli, Micuccio per tutti gli amici tropeani, lascia senza parole perché la sua vitalità e il suo entusiasmo mai avrebbero fatto presupporre l’imminenza della fine.
La sua dedizione al prezioso Codice, di cui era custode fedele e appassionato paladino, lo faceva apparire nel pieno del vigore, un giovane innamorato, con la luce negli occhi e la voglia di scalare montagne per la sua bella.
Il legame che lo univa a Tropea era viscerale e senza limiti, per Tropea era sempre pronto a qualsiasi impresa. L’ultima avventura della Città, candidata a Capitale Italiana della Cultura, lo aveva visto scendere generosamente in campo, desideroso di porre a disposizione della Comunità la sua esperienza e la sua devozione di figlio.
Micuccio Carratelli era noto a tutti e tutti lo ricordiamo lungo il Corso, in Cattedrale la domenica, al bar con gli amici, dispensatore di sorrisi e di saluti ricambiati con affetto, simpatia, rispetto e stima.
Politico di lungo corso, anche Sindaco di Tropea, ha dedicato i suoi anni più belli alla sua terra, sempre con ottimismo e voglia di impegnarsi per crescere insieme.
Il mio ricordo dell’Uomo e dell’Onorevole non può disgiungersi dal forte legame che l’ha sempre avvicinato ad un altro grande tropeano, anche lui scomparso troppo presto, mio zio Federico Guglielmo Lento. Ad unirli un’amicizia giovanile, l’amore comune per la politica e per la gente e soprattutto il fortissimo attaccamento a Tropea. Micuccio non mancava mai di ricordarlo, di sottolineare l’intensità del sentimento che li ha accompagnati per una vita e la nostalgia per la prematura separazione.
L’esistenza umana è fragile e caduca, la vicenda drammatica che avvolge il mondo in questi sconvolgenti giorni ce lo ribadisce istante dopo istante, oggi lo costatiamo dolorosamente, costretti a dire addio ad un amico carissimo, ad un uomo di raffinata cultura, amante della bellezza, desideroso di spendersi per gli altri, legatissimo alla sua terra, figlio illustre della nobile e dotta Tropea.
Dirgli addio ci costa, ci costa molto, e ci dispiace che le circostanze non consentano di rendergli omaggio nei modi convenienti ai suoi meriti.
Lo facciamo nel nostro cuore che incredulo si chiede se sia un incubo o realtà.
Caro Micuccio, rimani in ognuno di noi, la tua voce è custodita nelle nostre strade e tutti ti vedremo ancora nei luoghi che insieme abbiamo amato e amiamo: il nostro mare, i nostri profumi, le atmosfere uniche della nostra magica Città.
Tropea piange e si addolora ma rimane il conforto dell’affetto e della stima che tutti noi abbiamo avuto e continueremo ad avere per un uomo eccezionale come Te.
Addio Micuccio, ti affidiamo alla nostra Mamma di Romania e a Padre Mottola, e li preghiamo perché ti accompagnino là dove c’é la Luce che mai si spegne, là dove il posto é riservato ai Giusti.